CHI SONO

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono stata a lungo giornalista, fino a quando qualcosa si è definitivamente spezzato: non mi interessava più. Da alcuni anni svolgo il lavoro di editor di narrativa italiana, scrivo libri, traduco.

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6 commenti

  1. Ci sono novità riguardo alla corporeità maschile e femminile che nè gli uomini nè le donne conoscono, ma soltanto la comunità scientifica. La risposta è in gran parte contenuta in queste nuove scoperte delle neuroscienze. La questione riveste carattere epistemologico,
    ampiamente trattata da Angela Giuffrida in La razionalità femminile unico antidoto alla guerra.

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  2. felice di averTi conosciuta ieri presso la mia galleria AMY D Arte Spazio MI.
    A prestissimo
    A.d

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  3. Alessandra Sorrentino

     /  novembre 27, 2013

    Gentilissima come posso contattarla? Avrei il desiderio di poterle parlare di un progetto di cui mi sto occupando, http://progettocontaminata.wordpress.com/. Grazie mille, un saluto, Alessandra

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  4. Gentile Iaia, desidero contattarti per invitarti a Verona
    Grazie
    Anna Pacifico

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  5. “Questo libro è stato assediato dal silenzio. Ho provato e riprovato a far vivere sulla carta la mascolinità che interrogavo e indagavo, a dare a questi uomini una voce propria, a renderli creature sofferenti e spaventate, smarrite e trepidanti, ma al più mi sono arrivati un sussurro, un borbottio, un lamento flebile. Nessuno che abbia mai detto o scritto “Sto male” oppure: ” Mi sento confuso e quasi perduto”..Nessuno che sappia dire lo sgomento di appartenere a un genere che è stato dominus del mondo e che non lo è più (…)”.

    ****
    Buongiorno,
    confesso di non aver letto il suo libro “Il silenzio degli uomini”, e ovviamente rischio di non essere obiettivo, almeno totalmente. Ma in questo mese di Marzo, dedicato alla donna, mi sono più volte imbattuto nel suo commento al suo libro che riporto qui sopra, allora… oggi mi sono detto: adesso basta! e vedo di scriverle. Non è vero che non ci sono uomini che non sanno dire “sto male”, uomini che non sanno dire il proprio smarrimento di essere umano, di uomo o di padre. Si sa, basta entrare in una qualunque libreria per trovare centinaia di storie di uomini che raccontano la propria fragilità. Per rispondere direttamente alla sua frase, che trovo ingiusta (non-giusta) e un po’ pubblicitaria, se vuole, può leggere questa storia, la mia.

    https://tra2mondi.wordpress.com/

    Cordiali saluti,
    Stefano
    Uomo e padre

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  6. Il silenzio degli uomini é un libro straordinario.
    Io penso che, se ogni modello sociale organizzato é il risultato di un particolare orientamento di pensiero che rende agibili le libertà al suo interno, non può esservi società organizzata secondo pace ed equità se ciascuna/o di noi non prende atto di essere depositario di un sentire diveniente, in stretta correlazione con la cura e il sostegno del mondo in cui viviamo. La qual cosa si configura come una presa d’atto affatto politica, dirompente quanto coraggiosa. Le donne, diceva Simone De Boauvoir, vivono disperse in mezzo agli uomini, legate ad alcuni uomini, tanto da non costituire mai un soggetto politico forte e unitario. Gli uomini, io dico, vivono schiacciati da un pensiero che li ha omologati a un destino di potere e di sopraffazione, tanto da essersi depauperati di un sentire libero e autentico. Pertanto, se autocoscienza vi deve essere, non può che essere nella individuazione delle differenze, per conquistare libertà reciproche, in un processo aperto e dialogante. La massiccia presenza delle donne nei vari settori lavorativi e dirigenziali, per prima cosa, rivela punti deboli innanzitutto in quel necessario substrato cosciente di appartenenza ad un genere. Spesso la comunanza é avvertita parzialmente e superficialmente, solo per un simbolico materno dai contorni labili e deteriorati, mentre una relazione autentica necessita di fondamenti sempre nuovi e autenticamente condivisi, ossia di una nuova filosofia, capace di soppiantare la vecchia pervasiva cultura patriarcale. La filosofia per la vita assolve tale compito, con l’azzerare le nozioni di inferiorità, superiorità e uguaglianza e con il porre quesiti relativi alla vita concreta dei viventi, capaci di scoprire una condivisione del mondo che valorizzi le differenze.
    A questa filosofia occorre chiedere adesioni alle nuove generazioni.

    annapacifico.wordpress.com

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