QUEL CHE (NON) AVETE (CAPITO)

 

 

Agli autori, ai conduttori e alla redazione di Quello che (non) ho.

Quello che non avete : è l’idea, il pensiero, meno che mai la convinzione che esistano donne autorevoli e interessanti, intelligenti e talentuose, in grado di venire inviate dalla trasmissione a discutere, parlare e “monologare” quanto gli uomini. E con questo dimostrate (autori e conduttori) di essere invece in possesso di una profonda e immarcescibile misoginia.

QUELLO CHE NON AVETE (CAPITO): è CHE LA MISERIA RAPPRESENTAZIONE

FEMMINILE che avete scelto di dare, ANCHE NELL’ASSENZA delle donne, PRODUCE

MISOGINIA.


QUELLO CHE NON AVETE (CAPITO): è CHE LA VIOLENZA SI NUTRE, E TANTO, ANCHE
DELLA VOSTRA MISOGINIA MEDIATICA.
QUELLO CHE NON AVETE (CAPITO): è CHE LE DONNE SONO LA METà DEL MONDO,
DELL’UMANITà, DELLA CITTADINANZA, E CHE A CHI STA A CUORE LA
DEMOCRAZIA DOVREBBE ESSERE CHIARO CHE TANTO LA MISERIA DELLA
RAPPRESENTAZIONE FEMMINILE QUANTO LA POVERTà DELLA RAPPRESENTANZA
POLITICA RAPPRESENTANO UNA DELLE EMERGENZE DEMOCRATICHE DI QUESTO
PAESE: UN PROBLEMA CHE ATTRAVERSA TUTTI GLI ALTRI.
QUELLO CHE NON AVETE (CAPITO): è CHE SE PURE INVITERETE IN CORNER UNA
DONNA, COME AVETE FATTO IN “VIENI VIA CON ME” ALLA TERZA PUNTATA, QUESTO
VI RENDERA’ ANCORA PIù RIDICOLMENTE COLPEVOLI DI NON ESSERVI RICORDATI
CHE FACENDO UN PICCOLO SFORZO AVRESTE POTUTO OSPITARE GIORNALISTE E
SCRITTRICI, ATTRICI E REGISTE CAPACI DI PENSIERI, DI PAROLE, DI PROPOSTE E DI
ANALISI.
Qui di seguito alcune delle tantissime voci di donne che in rete hanno suggerito quel che
non hanno. Se solo sapeste e voleste ascoltarle.

AnnaMaria Passaggio quello che non ho: una trasmissione con voci di donne.
Manuela Mimosa Ravasio quello che non ho è un palinsesto tutto mio
Manuela Mimosa Ravasio quello che non ho è un altro punto di vista, quello delle donne
Marina Cassani Quello che non ho è la democrazia: non c’è democrazia senza la presenza ( e non la rappresentanza) delle donne
Laura Onofri Quello che non ho è il pensiero delle donne, non perchè non ci sia, anzi è ricco e fecondo, ma perchè la dilagante misoginia le sopprime virtualmente e purtroppo spesso anche fisicamente come lo provano i femminicidi compiuti sino ad oggi
Quello che non ho… il riconoscimento che donna non è un “aggettivo” ma un “sostantivo”… sostanza ed essenza di una persona unica.
Quello che non ho… uomini che sappiano fare spazio alla profondità femminile
… uomini che smettano di circondarsi di donne che per “parlare” debbano nascondersi dietro la maschera della volgarità e della comicità spicciola per poter esprimere il proprio pensiero

Quello che non ho… uomini che capiscano le parole delle donne e che sappiano ascoltarle tacendo su di esse e imparando a parlare del sé nascosto che non vogliono rivelare.
… il rispetto della mia intelligenza da parte di uomini chiusi che non sanno guardare oltre se stessi

Paola Falabretti Quello che non ho..è un po’ più di rispetto
Sabrina Ancarola ‎#QuelloCheNonHo donne in tv, eppure in questo paese siamo il 52%, quanta arretratezza

Paola Falabretti ‎#QuelloCheNonHo è …una legge contro il femminicidio
Commentate qui con una vostra frase e le firme.
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44 commenti

  1. Quello che non ho…sentire la voce di noi Donne in queste trasmissioni.E di donne che hanno tanto da dire e da raccontare ce ne sono parecchie.

    Rispondi
  2. #QuelloCheNonHo è l’educazione di genere a partire dalla scuola materna

    Rispondi
  3. laura bozzi

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho è la rappresentanza femminile, siamo la maggioranza e non siamo rappresentate nemmeno per la metà.

    Rispondi
  4. Quello che NON ha “quello che non ho”, sono le donne. Almeno per ora. A quanto pare.

    Questo è ciò che abbiamo postato ieri sera, alla fine della trasmissione, sulla nostra pagina fb. Speriamo che le prossime trasmissioni siano meno deludenti. A Luciana (che ha detto cose sacrosante sulla violenza contro le donne), chiediamo di opporsi al ruolo di donnino dell’1%; ricordiamo anche che certe occasioni sono troppo preziose per 4 frasi di circostanza; e per prima cosa bisognerebbe sempre segnalare il numero antiviolenza – ma nessuno lo cita mai (e infatti nessuno lo conosce!). Millecinquecentoventidue.
    1522. Cosa ci vuole?
    Grazie a tutti; cari autori fate uno sforzino in più..

    Rispondi
  5. cinzia romano

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho…è la vostra capacità di vedere, raccontare e capire un mondo popolato di donne e uomini. Quello che ho è la tristezza per la vostra cecità e sordità identica a quella degli uomini che tanto criticate

    Rispondi
  6. Giulia Salomoni

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho è educazione sessuale, affettiva, alla consensualità per maschi e femmine in tutte le scuole.
    quello che non ho sono strutture che possano rispondere alle mie necessità: consultori, ospedali non invasi da obiettori di coscienza tali per ragioni di carriera, centri antiviolenza adeguatamente finanziati.
    quello che non ho è qualcuno che NON mi dica “è colpa tua, te la sei cercata” se vengo uccisa perchè ho avuto una relazione con un uomo violento o vengo stuprata sono uscita con la minigonna.
    Quello che non ho è che si insegni ai maschi a non essere violenti, a non aggredire, stuprare, uccidere e non alle donne come evitare di essere picchiate, violentate e uccise.
    quello che non ho sono giornali che sappiano dare le notizie riguardo la violenza sulle donne in maniera adeguata.
    quello che non ho è un’immagine femminile (ma anche maschile) libera dagli stereotipi che sono poi sempre gli stessi, che costringono l’anima come un corsetto.
    Quello che non ho (più) è la speranza che tutto questo possa cambiare (scusate la chiusa pessimistica).

    Rispondi
  7. lecosecheaccadono

     /  maggio 15, 2012

    quello che non ho ……è un paese anche per donne. quello che ho è un paese popolato da uomini arroganti e provinciali che non hanno il coraggio di mettersi in discussione con l’altra parte del cielo. Quello che so è che questo modo di agire finirà presto perchè appartiene a un paese per vecchi. E noi siamo, invece, la metà di tutto.

    Rispondi
  8. lecosecheaccadono

     /  maggio 15, 2012

    quello che non ho ……è un paese anche per donne. quello che ho è un paese popolato da uomini arroganti e provinciali che non hanno il coraggio di mettersi in discussione con l’altra parte del cielo. Quello che so è che questo modo di agire finirà presto perchè appartiene a un paese per vecchi. Noi, invece, siamo la metà di tutto.

    Rispondi
  9. bratiakaramazovy

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho è la presenza della donne a “Quello che non ho”. Non stereotipi di contorno, proprio l’altra metà d’Italia che vi ascolta.

    Rispondi
  10. Quello che non ho è la voce di alcune donne straordinarie che in televisione non ci passano mai: ora se questa trasmissione voleva mettere in luce gli intellettuali che in questo paese raccolgono la stima e il rispetto per la coerenza e l’alto profilo del loro pensiero, perché gli autori non hanno dato spazio a donne come M.Guarnieri, A, Cavarero,N. Vassallo, R.De Monticelli, M. Mazzucco, M.G. Cutrufelli, N.Fusini,(solo per citarne alcune) e poi le scienziate, le ricercatrici di valore come Daniela Lucangeli…(non posso dilungarmi,ma la lista è lunga); perché queste donne capaci di parole e pensieri straordinariamente potenti non sono state chiamate a dire la “loro Parola?”

    Rispondi
  11. Quello che non ho è un mondo ricco di forme e colori, in quello che vedo c’è solo una forma, quella delle giacche maschili e i loro colori scuri..

    Rispondi
  12. Quello che non ho è un mondo ricco di forme e colori, in quello che vedo c’è solo una forma, quella delle giacche maschili e i loro colori scuri.. monotoni come la visione del potere che esprimono!

    Rispondi
  13. mara capponi

     /  maggio 15, 2012

    e ve la prendete con questa trasmissione???????
    e che dite di quelle che mostrano solo tette e culi????

    Rispondi
    • minnielaratta

       /  maggio 16, 2012

      Ma cara proprio perchè si veniva da anni di tette e culi questi politicamente correttissimi man , questi democraticissimi, avrebbero dovuto per “educare” con le parole, invitare molte donne filosofe, sociologhe, scrittrici, registe, artiste, economiste, astronome, fisiche e chi più ne ha ne metta per far vedere che le donne non sono solo tette e culi..così invece pare confermato con questa grande assenza che le donne quando sono in gran numero ci siano per sgambettare nei balletti, di programmi spazzatura….

      Rispondi
  14. La PILLOLA ROS(s)A di Grimilde

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho…e’ lo stesso stipendio del mio collega

    Rispondi
  15. La PILLOLA ROS(s)A di Grimilde

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho…e’ un Primo Ministro donna

    Rispondi
  16. Cristina Barbirato

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho…è una scuola che valorizza le ragazze.

    Rispondi
  17. Quello che non ho in tv sono uomini non autoriferiti e innamorati di se stessi e quindi incapaci di amare e valorizzare le donne, se non per usarle come soprammobili.

    Rispondi
  18. luciamarchitto

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho è una voce che mi rappresenti, allora Se la TV spegne la voce delle donne, noi donne dobbiamo accendere la rete.

    Rispondi
  19. ludovica

     /  maggio 15, 2012

    Quello che non ho è un nemico nell’uomo. Quello che ho è in esso l’amico, il collega, il compagno.Quello che non ho è la necessità di essere ogni volta divisi in maschi e femmine. Quello che ho è l’orgoglio femminile di non accettare d’esser chiamata “perchè se no c’è una femmina in meno”. Quello che non ho è il convincimento che ogni volta che c’è un uomo in più (o una donna in più) è per fare violenza alle donne (o agli uomini ) e per misoginia. Quello che ho è il convincimento che il numero di uomini o donne che di volta in volta partecipano a qualsiasi iniziativa possa spontaneamente dipendere da una serie notevolissima di variabili. Quello che ho è la fantasia per immaginarle. Quello che non ho è la paura di essere schiacciata dagli uomini se in una trasmissione il numero degli uomini che parlano è superiore al numero delle donne che parlano. Quello che ho è la certezza che una mia parola, se ricca di sensibilità, di intelligenza, di cultura, può valere di più di due parole dette da due uomini, perchè contano le idee e non il numero delle persone che le esprimono.
    Quello che non ho è la voglia di tornare a fare una linea e scrivere da una parte maschi dall’altra femmine. Quello che ho è la certezza che non siamo in guerra nè ad una partita di calcio, e gli uomini non debbono necessariamente contrastarci, ma possono valorizzarci, nominarci, ammirarci: e noi loro. Quello che non ho è la voglia di parlare di una cosa reale e tragica come la violenza sulle donne perchè in una trasmissione ci sono un numero maggiore di uomimi che non di donne.Quello che ho è la cosienza che la violenza sulle donne è una tragedia enorme, e la paura che questa tragedia sia confusa con l’immaturo litigio di chi dice “c’è un uomo in più,non è giusto”. Quello che non ho è la voglia di essere aiutata perchè donna, e trovare in un concorso pubblico o programma televisivo un posto riservato a me perchè donna, come una diversamente abile che non può competere da pari a pari con gli altri. Quello che ho è l’orgoglio e la capacità di andare a concorrere per un posto di lavoro a parità di condizioni con ogni altro, è la capacità di vedere tre uomini insieme in una manifestazione artistica, in un film, in un teatro, in un prgogramma, senza sentirmi schiacciata violentata vilipesa odiata, e la capacità di fare una cosa con altre donne senza schiacciare vilipendere odiare gli uomini che non ho chiamato.
    Quello che non ho è la mancanza di fantasia per vedere ogni cosa come una gara tra uomini e donne. Quello che ho è la forza la gioia e l’immaginazione per sapere che treuomini possono essere tre uomini per caso, perchè sono amici e si sono trovati assieme, perchè hanno vinto un concorso, perchè servivano tre persone della stessa altezza, perchè si sono presentati per primi, perchè mille altre cose, senza ridurre tutta la bellezza del mono e l’infinità dei pensieri sui cui possiamo riflettere al solito “ecco vedi, c’è un maschio in più, c’è una femmina in meno, ci odiano”,

    Rispondi
    • minnielaratta

       /  maggio 16, 2012

      @ludovica Quello che non ho: sono donne che siano libere e non pensino sempre che se un’altra donna critica un uomo o “tre uomini” lo faccia perchè vede in un uomo un “nemico”, o perché si senta “odiata”..o “violata” oppure perchè “odi” gli uomini…quello che non ho sono donne che siano convinte che gli uomini si possano semplicemente criticare per le cose che fanno, o le cose che dicono senza temere quando parlano non per adulare o apprezzare di essere rifiutate come donne…

      Rispondi
  20. Lara

     /  maggio 16, 2012

    quello che non ho è l’invito delle donne a spegnere la televisione. cambiare il mondo non è possibile, creiamone un altro.

    Rispondi
  21. quello che non ho è il rispetto delle donne: il reato di femminicidio, la rappresentanza delle donne in politica e nei media, la lotta contro la violenza di genere a partire dalle scuole.

    Rispondi
  22. Quello che non ho e mi manca (anche) è che la stragran maggioranza degli uomini smetta di allearsi per adoperare il proprio potere contro le donne: per escluderle, ignorarle, silenziarle, censurarle, isolarle, far loro violenza, e parlare in nome delle donne.
    Quello che non ho e mi manca sono uomini che desiderino davvero ascoltare le donne

    Rispondi
  23. quello che non ho è l’ascolto. Il mondo si può cambiare, ne possiamo cambiare milioni, noi donne. Quello che non abbiamo è una persona, indipendentemente dal suo sesso, che ascolti ciò che abbiamo da dire senza pregiudizi e senza la solita reazione pietosa ben leggibile nel viso di ognuno quando parliamo di violenza, di abusi, di ingiustizie. Non serve più provare pena, serve agire. Come disse Pessoa ” alcuni governano il mondo, altri sono il mondo”. Perchè non essere entrambe le cose? Ciò che abbiamo, è la sicurezza infondata di sbagliare in questo finto mondo moderno con a capo una finta repubblica. La Pankhurst riuscì nel suo intento, diede un pizzico in più di libertà alle donne, dichiarandole cittadine proprio come l’uomo.Non è mai troppo tardi per far capire a chi non è in grado di farlo, che siamo donne, esseri umani, non oggetti.

    Rispondi
  24. Cristina

     /  maggio 16, 2012

    Quello che non ho,mie care compagne,è la ferma convinzione che un giorno si possa godere di pace e d’equilibrio con la natura umana dell’uomo.
    Quello che non ho,è una voce unita di donna Presente.
    Quello che non ho,sono le vostre parole per guadagnarci il cielo,per conquistarci il sole!
    Quello che non ho,siamo Noi dalla Nostra parte.

    Viva la Donna.

    Rispondi
  25. Paola Gianani Prever

     /  maggio 16, 2012

    Quello che non ho: è il senso di equilibrio in questo paese, squilibrato in tutto e per tutto.

    Rispondi
  26. che ti sei fumata???

    Rispondi
  27. patrizia

     /  maggio 16, 2012

    Quello che non ho è essere capita da molte donne , che pur io stimo,su questi temi!

    Rispondi
  28. Paola Lena

     /  maggio 16, 2012

    Quello che non ho è l’accettazione della donna nella sua naturalezza, è l’ammirazione della donna nel suo spessore spirituale e non sempre e solo nella sua fisicità.
    Quello che non ho è la consapevolezza da parte di tutte le donne di valere in quanto persone e non per la loro pancia piatta o i loro seni sodi.
    Quello che non ho è la solidarietà femminile non intesa come carità cristiana nei confronti di donne in difficoltà, ma come tendenza a volere difendere sempre e comunque l’universo femminile nella sua vivace diversità.
    Quello che non ho è essere giudicata da una donna che ragiona con il suo cervello di donna e non da una donna che ragiona con il cervello di un uomo.
    Quello che non ho …. purtroppo non si ferma qua…….
    Potrei continuare per ore….. Concludo invece affermando che solo noi donne possiamo fare in modo di uscire dalla nostra prigione (non sempre dorata)… ma dobbiamo volerlo davvero…. Grazie a tutte voi!

    Rispondi
  29. Quello che non ho (capito) è uno spazio (questo) per sole donne?
    Gli uomini sono “bannati” o solo hanno timore a intervenire?

    Rispondi
    • gli uomini sono sempre benvenuti; ma forse su questo tema non hanno voglia di dire granché. Io spengo in questo istante la tv, su un’altra puntata deludente di quellochenonho, e ribadisco quello che già osservano tutte (le donne): l’assenza delle donne (se possibile peggiorata dall’unica presenza in piattini leggeri di contorno ai veri piatti di portata) è imbarazzante, proprio perché non è una trasmissione con tette e culi, proprio perché ci aspettavamo qualcosa di più e di meglio che una scaletta che sembra messa insieme con una cura per NON ospitare donne che sembra addirittura ostentata.

      Rispondi
  30. marco

     /  maggio 17, 2012

    Ciao Lucia, grazie per il link

    Nel merito del giudizio della trasmissione non entro, ognuno nel suo intimo puo’ giudicarla come vuole.
    Vero è, che veniamo da 30 anni di sottocultura televisiva.
    Una sottocultura atta a creare un livellamento, un apatia, un’ignoranza di Stato.
    Quindi, quando un programma anomalo come quello di Fazio si propone spesso tradisce le aspettative, ma non penso che un programma solo possa colmare il divario, tra televisione spazzatura e la società, ci vorrà più tempo.
    Voi sottolineate l’assenza delle donne, si è vero a parte le inutili parolaccie della Litizietto, le canzoni in inglese di Elisa, e la triste storia della prostituta di colore (prostituta non per scelta o per capriccio) non ricordo altri interventi.
    Devo ammettere d’aver seguito in alcuni momenti con distrazione e noia, e ho pure in alcune circostanze cambiato canale, tuttavia non mi pare d’aver visto altri soggetti femminili.
    Non ho visto pero’ neppure culi e tette, questo almeno è un buon inizio, per una volta la strumentalizzazione del corpo femminile non è avvenuta, una speranza per il futuro.

    Rispondi
  31. Licia Roselli

     /  maggio 17, 2012

    quello che ho:amiche intelligenti e preziose per la mia vita che guardano poco o niente la televisione! quello che non ho è il coraggio di spegnere del tutto la televisione! comunque un apprezzamento alla Littizzetto e alle belle canzoni di Elisa che mi hanno portato indietro nel tempo……e poi mi sono addormentata.

    Rispondi
  32. rita

     /  maggio 17, 2012

    Ho seguito il consiglio di Iaia e ho postato la mia opinione sulla trasmissione nella pagina Facebook di Quello che (non) ho. Forse dovremmo farlo in tante.

    Rispondi
  33. rita

     /  maggio 17, 2012

    Come non detto. Non ci posso credere, ma il mio post è sparito dalla bacheca di Quello che (non) ho in cinque minuti. Ci lasciano solo quelli “incensanti”. Pazzesco.

    Rispondi
  34. simonetta

     /  maggio 18, 2012

    Io non mi stupirei troppo dell’assenza delle donne nel programma di Fazio. Chi è poi Fabio Fazio? Vi sembra di conoscerlo ma lo avete mai incontrato? E’ solo l’ennesimo burattino sornione nelle mani del sistema. Purtoppo una delle facce peggiori della TV italiana perchè appena ne ha l’occasione tende a sputare nel piatto dove mangia. Il suo programma non può altro che essere lo specchio della nostra società: misogina, violenta e intollerante.

    Rispondi
  35. Paolo1984

     /  maggio 18, 2012

    “Quello che non ho è la consapevolezza da parte di tutte le donne di valere in quanto persone e non per la loro pancia piatta o i loro seni sodi”

    penso di aver capito ma ci tengo a dire che anche se una donna ha pancia piatta o seni sodi, o comunque apprezza il suo fisico e/o si tiene in forma, non è detto che non sappia di valere come persona

    Rispondi
  36. Paolo1984

     /  maggio 18, 2012

    e vale lo stesso per chi, adulto, vuole modificarlo il suo aspetto (anche se gli eccessi nella chirurgia estetica sarebbe meglio evitarli)

    Rispondi
  37. Quello che non avete (capito) è che senza di noi non andrete avanti

    Rispondi
  38. wif

     /  febbraio 24, 2015

    Quello che non ho sono donne che la smettono di blaterare contro gli uomini – però alla fine sono loro che educano i figli maschi… e i risultati sono sempre gli stessi.

    Rispondi
  1. Se la tv spegne la voce delle donne noi donne dobbiamo accendere la rete « scritture
  2. Noi vogliamo più donne in Rai. E lo diciamo « IfratelliKaramazov

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